Radio

                                       L’utilità del radioamatore oggi (de IK8INI)
                                                              ( Prima parte )RADIOAMATORE
Il titolo di questa discussione, intende stimolare con assoluta onestà di pensiero, una riflessione sul senso che ai tempo d’oggi assume il radioamatore nello svolgimento della sua passione e sulla eventuale utilità, che esso potrebbe acquisire nei casi di emergenza, come quella del bradisismo del Campi Flegrei.

Per l’oggettiva difficoltà nello spiegare nei dettagli ai “non addetti ai lavori” cosa è l’attività di radioamatore, è forse sufficiente limitarsi nel sottolineare che gli stessi sono presenti in tutto il Mondo con le proprie apparecchiature radio e relative antenne, sia sui terrazzi che sulle proprie auto, grazie alle quali, dopo l’acquisizione di patente e relativa licenza, essi sono autorizzati a parlare su determinate frequenze, che consentono loro una copertura mondiale.

Gli stessi radioamatori sono organizzati inoltre, su tutto il Territorio nazionale, con i loro ponti radio gestiti dalle varie Associazioni, i quali consentono il raggiungimento di lunghe distanze, anche con l’uso dei cosiddetti palmari o portatili di bassa potenza.

Tale premessa, pur volutamente molto sintetica, appare possa essere sufficiente per comprendere quanto sia particolarmente importante, se non addirittura fondamentale e proprio nei casi di emergenza, non solo l’uso della radio, ma ancora di più dei radio operatori allenati quotidianamente con le loro comunicazioni radio.

Vi è un’errata percezione molto diffusa fra la gente, che valuta il potenziale radioamatoriale oramai storia del passato, per il fatto che oggi, tutto sembra sostituibile comunicando in caso di necessità, grazie all’uso dei più moderni cellulari oppure dai telefoni fissi. Purtroppo, sottovalutando il fatto che, proprio in caso di emergenza, la telefonia fissa e/o mobile, è la prima ad interrompersi.
E cosi dicasi per l’energia elettrica. Si, purtroppo questa è la triste realtà dei fatti. Confermata da numerosi esempi tipo, già vissuti in passato, dove proprio la radio ed i radioamatori, restavano gli unici in grado di comunicare.

E non necessariamente il blackout energetico potrebbe essere la principale causa di impedimento, ma anche e solo la congestione dei numerosi tentativi di collegamento simultanei, che potrebbe mandare in tilt tutto il sistema telefonico. Un po’ come ad esempio, avviene sistematicamente all’ultimo dell’anno, quando tutti cercano di contattarsi per gli auguri.

In altre parole, è importante ricordarsi che in caso di particolari emergenze di una certa gravità, il rischio, o meglio la quasi certezza, è che proprio gli strumenti a cui siamo abituati a fare ricorso quotidianamente e che diamo oramai sempre per scontati, siano i primi a non funzionare improvvisamente. E per comunicazioni a rischio, non sono affatto da escludere Internet, chat, social ecc.ecc.

Ora, questa riflessione, non tende ad elogiare il mondo radioamatoriale e relative apparecchiature, anche sofisticate, dislocate in ogni dove, ma più semplicemente cercare di far comprendere come resta importante, l’unico e sempre valido strumento di comunicazione, che per quanto antico, resta la radio, sempre efficace ed insostituibile in determinati casi.

Un ricetrasmettitore trasmette e riceve senza fili, non ha bisogno di corrente esterna (220V), poiché è sufficiente utilizzare una semplice batteria, cosi come funziona anche in auto ed i radioamatori possono quindi comunicare da un punto all’altro anche al buio, garantendo soccorsi efficaci, diversamente impossibili con tutti gli altri mezzi… cosiddetti moderni.

L’intenzione, era semplicemente per spingere ad una riflessione. Meditate dunque, meditate…   (AUDIO)