Ma, di cosa stiamo parlando ?

[fusion_text]

bozza non corretta

Volete cimentarvi in un  monitoraggio semplice,  grazie al quale riuscire meglio a comprendere come il nostro modo di pensare e di agire sia diventato oggi molto diverso rispetto al passato, tanto  da apparire alquanto “alterato” ?  Allora iniziate a leggere con più attenzione i commenti On-line, che i lettori tengono a rilasciare sotto gli articoli dei giornali o i vostri stessi post…

scimmia

E’ il momento in cui siamo attratti da un titolo d’interesse, ove poi si è istintivamente portati a leggere l’intero articolo per gli approfondimenti e proprio nella parte sottostante, si possono anche osservare i commenti dei vari lettori per curiosare ed integrare la specifica notizia, nella speranza di ricevere un contributo supplementare dalla gente che ha inteso rilasciare per quello specifico argomento, il proprio pensiero.

umore

Un fare quotidiano, per molti divenuto attività comune, dove però nei commenti, è solito un puntuale susseguirsi di tante altre esternazioni sempre molto diverse fra loro, tanto da ritrovarsi “dirottati” dal senso del ragionamento. E’ una continua metamorfosi, che genera di frequente anche aspri confronti innescati ed amplificati nel passaggio da una esternazione a l’altra, una vera e propria escalation, che come unico comune denominatore, assume puntuale la caratteristica di non riguardare l’argomento inizialmente proposto dal quale si era partiti, ma più per il suo continuo divagare.

voltaire

Gli articoli in Rete, per questa strana modalità nel partecipare, spesso si tramutano in luogo di ritrovo per sfoghi personali, opportunità per litigare, cosi come, pretesti per non perdere occasione di … tacere. Insomma, non si sfrutta l’opportunità di nascondere al momento giusto, tutta la propria ignoranza in materia.

Nei casi in cui, la discussione assuma uno stato di  delirio collettivo, ovvero nella fattispecie riferita ai momenti in cui si verifica un’alta concentrazione di utenze nei commenti che ragiona in modo diametralmente opposto (es. temi politici, religiosi, temi di grande attualità…), al lettore medio in Rete, ovvero colui che ricerca semplicemente di comprendere un minimo di verità, viene cosi impedita la possibilità di seguire e mantenere un filo logico, tanto che sarà davvero difficile ricordarsi da dove si era partiti in origine.

news

Praticamente, una costante e collettiva deriva logica, entro la quale con un po’ di più lucida attenzione, è possibile verificare quanto nelle varie esternazioni scritte dai vari profili, vi siano elementi di confusione mentale tali, da stimolare anche in chi non è appassionato ad attività psichiatriche, uno stato di preoccupazione, quanto meno civico.

competenzalettore

Si, perché nelle migliori delle ipotesi, quel “contributo” che in molti pensano di offrire con questo loro esporsi deliberatamente e senza filtri, determina alla fine unicamente un dispendio di tempo per molti, sfortunati lettori, sempre più delusi nelle aspettative, una volta accortosi in quale mondo si vive ed insieme a quali elementi.

percorsi

Non dimentichiamo che questi commenti rilasciati in Rete, evoluti solo numericamente per le loro impietose scritture senza filtri e dunque, con operatività talvolta cosi cruda da risultare al netto di un minimo di coscienza, sono noti anche per essere appartenenti a fonti con assenza di competenza, paradossalmente proprio su quello che invece paiono convintamente sostenere. Cosi anche a vere e proprie Organizzazioni, aventi la missione di “portare acqua al proprio mulino”, alterando verità e contesti in modalità del tutto strumentale. Eppure, a consuntivo, c’è da dire che il tutto, altro non è,  che la rappresentanza di questa Società. Diciamo pure il chiaro riflesso del valore potenziale medio, proprio delle stesse persone che ci capita di incontrare, conoscere e frequentare magari quotidianamente.

società

C’è da dire che la Rete pare attrarre molto ed in particolare, coloro che inconsciamente ancora mirano ad un personale riscatto sociale, che probabilmente non sentono di aver raggiunto e dunque maturato nel cosiddetto mondo reale. C’è inoltre anche da considerare, che l’avvento della tecnologia con l’annessa, veloce diffusione di strumenti potenzialmente superiore al reale fabbisogno medio, per molti aspetti ha favorito in modo massiccio l’ingresso di tanti soggetti, che pur partecipando all’interno di questo enorme contesto, dimostrano di non essere in possesso di una chiara idea di quale sia un corretto utilizzo, rendendo ancora più poliedrico e dispersivo il lavoro di chi è dedito a ricercare e confrontare notizie serie, fondate su dati di fatto.

modernitàinformatiche

E’ un po’ la storia del famoso cane che si morde la coda. Se da un lato il consumismo determina tutto questo caos, è anche vero che proprio grazie alla massiccia produzione di tali beni, le aziende produttrici di tecnologia, riescono poi ad ottenere i profitti da investire su nuovi prototipi, offrendo al mercato sempre nuove sofisticazioni a costi contenuti.

cimiteroinformatico

Lo “scotto” è di trovarsi innanzi ad una preparazione davvero molto scadente da parte di una Utenza che ad oggi, come prima affermato, non risulta per nulla preparata, la quale spesso dopo aver acquistato l’ultimo prototipo ad esempio di un cellulare, magari continuerà ad utilizzarlo per il selfie, oppure, per fotografare e diffondere al mondo il proprio stato, con un incontenibile bisogno di pubblicare tutto e di più, come quello che si appresta a mangiare, non prima di averlo immortalato su Facebook.

social

Non a caso, la modalità comportamentale relativa al momento in cui un consumatore medio è spinto all’acquisto, si fonda sulla primaria  preoccupazione di acquistare e garantirsi l’ultimo prototipo, disposto a pagare ovviamente molto di più, ma senza avere una piena consapevolezza su quelle sono caratteristiche tecniche ed opportunità di “sfruttamento” di tali potenzialità.

nonmancachidicevidiesserema

L’importante è avere il “Top” come ce l’ha l’amico, meglio ancora prendere il modello superiore appena uscito sul mercato, che ci farà sentire più importanti e finalmente invidiati.

consumismo2

Ritornando alla questione dei commenti, la possibilità di riuscire ad essere un po’ ovunque partecipi, comodamente seduti in casa sulla propria poltrona, ma nel contempo potersi anche nascondere all’uopo dietro anonimato, utilizzando un “Nick” o riferimenti fake, rafforza a quanto pare il già folto numero dei cosiddetti “leoni da tastiera”, oggi divenuto un discreto esercito, fortunatamente, solo virtuale.

finti leoni

Nel bene e nel male, si aggiunge anche il fatto che oggi, Internet è utilizzato sempre di più anche da persone particolarmente anziane, magari da casalinghe poco prima esperte solo un tutte altre mansioni che dal mestolo sono passate al pennino del touch sreen, ma anche da uomini che con il computer hanno fatto sempre a botte e che oggi, loro malgrado, si sono avvicinati, pur imbronciati, per necessità lavorative. Insomma, cosa di certo risaputa, è che in Rete oggi ci sono (quasi) tutti e con tanto di flat e Giga da utilizzare, dei quali fingono di comprendere molto bene le differenze tecniche. Pronti, partenza… via, si scrive tutti in Rete !!!

bugie2

La domanda ancora insoluta, è quella che chiede di comprendere sul perchè la possibilità/potenzialità nell’ essere oggi più in contatto nel mondo, che rende tutti quindi più vicini l’uno con l’altro lungo l’intero nostro Pianeta, sta determinando poi elementi di maggiore conflittualità nei nostri rapporti virtuali, proprio durante un percorso che auspicherebbe l’esatto inverso. L’incremento di un tasso di personalizzazione sempre più individualistico, che sembra presentarci  al momento tante specie e sottospecie nuove all’interno della stessa Specie umana. Ecco, cerchiamo di dare una risposta, iniziando a chiederci magari cose più semplici, ma altrettando emblematiche, come il  perché del sovente litigare nelle chat, fra persone che non si conoscono, oppure, cercando di comprendere almeno quella necessità, talvolta ossessiva, di mostrare al mondo cosa mangiamo ogni giorno come primo, secondo, frutta e dessert, con l’immancabile certificazione pubblicata ed annesso album di foto personali su Facebook.

buinow

Sia chiaro, va bene tutto, evviva la libertà, ma perché giungere a disturbare il mondo, sino ad intaccarlo nella sua velocità ideale, pubblicando cose inutili anche quando non se ne ravvisa il caso ? Oppure, commentare ogni cosa di getto, senza porsi alcun problema sulla effettiva opportunità di farlo o meno e per lo più mettendo in circolo notizie solitamente prelevate da terzi, creando un’informazione parallela, che magari si accerterà presto essere del tutto falsa.  Perchè, quando si inizia a discutere su di una cosa, molto diversa ad esempio distante dalla politica, subentra sempre la politica ?  Perchè e con quale presunzione, ci si ritiene sempre all’altezza di potersi sostituire a giudici e critici, relativamente ad accadimenti molto delicati, sui quali sarebbe meglio non esprimersi, per provare almeno una volta il piacere di sentirsi più umili, coerentemente distanti per misura e competenza, anzichè subito tuffarsi nella critica di determinati eventi ?

Da dove nasce e cosa genera la forte convinzione che tanti assumono, nel sentirsi più nel giusto rispetto ad altri, magari solo perché gli è stata riconosciuta la possibilità di dire la propria, grazie ad un cellulare, un notebook o tablet a buon mercato ? Perchè, questo spirito di contraddizione è fortemente presente ad ogni costo ed in ogni ambito, anche quando è palesemente fuori luogo ed in aree dove vi è elevato rischio di non essere graditi ? Perchè dalla Società reale, non sovviene finalmente un sussulto volto a  ricercare di migliorare, almeno per una volta le cose e non continuare sempre a distruggerle in questi nuovi ambiti ?

giudice2

Il concetto che si intende trasferire in questi passaggi con la formulazione di questi quesiti, in fondo è molto semplice. Tentare di diffondere per quanto possibile la consapevolezza che non necessariamente ciò che è nuovo, deve essere immediatamente inquinato dal vecchio, comjpiendo sempre gli stessi errori. Nuovi ambienti, nuovi eventi come la partecipazione nella Comunità virtuale in Internet, potrebbero rappresentare ed essere considerati opportunità di riscatto sociale, possibilità di migliorare, proprio in virtù dei nostri errori passati la Storia del futuro. Per fare ciò, è però necessario impegnarsi ed  in ogni circostanza utile, dedicare un minimo di sforzo per cambiare le cose, cambiando in meglio se stessi. A volte, per quanto possa apparire strano,  si può partire da un buon commento, ma ragionato, volendo e potendo anche colto, in modo di favorire la conoscenza a coloro che su di una cosa non sanno, rendendo gradevole il contesto. Nel contempo, usufruire di tantissimi altri comportamenti, che mireranno per lo stesso motivo ad un fattore di eccellenza.

Ecco perchè, esercitare una riflessione sui commenti della gente è importante. Ti fà capire in un certo senso attraverso tale monitoraggio, quanto siamo ancora distanti dal migliore utilizzo di molte cose, ad iniziare dalla comunicazione con ogni nostro potenziale contatto. In fondo, sia pure in parte, una  evoluzione della Specie, che tante volte, però,  pare insistere nel voler andare a ritroso.

In questi ultimi mesi, la cronaca non ha smesso di tenerci informati costantemente su fatti raccapriccianti. Disgrazie immani sulle guerre, una preoccupante instabilità politica mondiale. Alte tensioni internazionali… Ma anchecronache locali su casi in cui si sono verificati eccellenti arresti di persone che hanno tradito la loro missione e che dalla nobile e fiera divisa con medaglie, dalle caserme in cui “lavoravano”, sono stati forzatamente trasferiti in carcere, causando ulteriore sfiducia per chi in queste Istituzioni ancora vuole crederci. Ed ancora, i gravi sospetti sulla pedofilia nel mondo religioso, l’ immigrazione incontrollata e mal gestita,e cosi di seguito, sino a giungere a fatti che potrebbero apparire inferiori come importanza rispetto ad altro, pur non essendolo affatto. Come la mamma che sotto stress ha dimenticato il figlio in auto che poi è morto, la perdita terrena di personaggi importanti fra attori, sportivi, cosi come altri volti noti nel mondo dello spettacolo, i suicidi di imprenditori ed anche di lavoratori legati a problematiche economiche. Chiusure di Aziende, lavoratori senza lavoro, anziani scippati delle loro pensioni dal proprio Governo e cosi via… Ecco, su tutto questo, andiamo poi a leggere i commenti che i “leoni da tastiera”, hanno subito inteso regalarci. Riflettiamo bene sui loro contenuti, in base a cosa hanno in concreto prodotto. Bastano pochi secondi per avvilirci e comprendere quanto sia molto più alto del previsto, il numero degli stolti che hanno Internet, ma ancora di più, quanto basso sia il peggiore dei modi con cui si usa la tecnologia, senza che ad essa, si aggiunga per davvero, un valido contributo.

giudice

Leggendo i famosi commenti, innanzi a tali eventi, l’impressione è quella di ritrovarsi in un mondo composto da persone a dire poco strane. Non si stà parlando di limitare esternazioni libere, magari anche se dure, alle quali si potrebbe al massimo contestare la crudezza o contrapporre una mancata eleganza nello stile. Quello che più rende preoccupante l’aspetto, è la convinzione che in tanti hanno nell’essere e sentirsi giusti su fatti dei quali nessuno ha elementi validi per poter giudicare, figuriamoci poi se si elargiscono pure le condanne sommarie. Qui si sta parlando di un pullulare di offese di bassissimo livello, di una assurda gara a chi la dice più grossa, fra chi sembra competere per divenire il più infamante, con l’uso di volgarità gratuite.  I commenti,  con un minimo di cività supplementare, potrebbero essere invece un valore aggiunto di rilievo, evitando come capita in genere, di assomigliare ad un vomito  costante, troppo poco inibito, che a volte sembra nel suo insieme, sembra riuscire a realizzare (in sintesi figurativa) solo un erutto popolare, costruito per essere esercitato all’unisono al fine di rumoreggiare il più possibile, meglio di un coro allo stadio. Senza remore, né pudore. Un cattivo uso della libertà, un frainteso all’interno di una Società, che invece di riscattarsi, ama continuare a seppellire ogni possibile sua opportunità di rivincita. Specie se il tutto viene attuato dietro l’anonimato o un Nick, che rilascia probabilmente una percezione di garanzia di immunità generale, proprio a coloro che di informatica, a questo punto, non hanno davvero capito nulla.

doppiapersonalità

Ma perché avviene tutto questo ? Forse per una serie di presumibili motivazioni, che vanno dalla insoddisfazione personale ed intima della propria esistenza, sino alla personale infatuazione politica del momento, l’influsso di un’ appartenenza temporanea, cosi come anche da una serie di difficili condizioni cui siamo tutti soggetti ed oramai stanchi (lavoro, economia, salute…) che a loro volta terminano con il condizionarci e farci cambiare parere, magari da un momento all’altro.  Senza che uno possa realmente riuscire a valutare l’effettiva metamorfosi. Un’alterazione del proprio modo di pensare e valutare le cose. In altre parole, un vero e proprio cambiamento della propria personalità.  Tipica delle persone che hanno sempre affermato una cosa, per poi rinnegarla all’improvviso  con estrema naturalezza, affermando senza il minimo pudore, che in fondo loro non hanno mai cambiato idea, proprio quando stanno presentando tutt’altra  versione dei fatti.

direzioniscelte

Forse, ciò avviene per tutte queste variabili esterne in grado di modificarci in maniera cosi repentina, in fondo molto legate a loro volta al famoso  “logorio della vita moderna”, ovvero lo stress con cui siamo tutti costretti oggi a convivere, che si stanno manifestando una serie di vere e proprie spersonalizzazioni nell’individuo. Un qualche cosa che determina di conseguenza una forte quanto sistematica deviazione logica su qualsiasi argomento, una mancata possibilità di concentrarsi a lungo durante l’avvio di una chiara e  precisa argomentazione. Il tutto avviene inconsapevolmente, cosi come succede in genere per ogni conversazione anche dal “vivo”,  destinata a durare pochi minuti al massimo, che ci spinge a parlare d’altro, in modo parimente distratto, pur di cambiare. Troppe preoccupazioni ovunque, che combattono con l’istinto di sopravvivenza in maniera stremata all’ultimo sangue. Se pensate che almeno una di queste ipotesi possa essere anche da voi confermata, allora è possibile sostenere che la nostra vita è cambiata ed in peggio, perchè almeno prima si riusciva a parlare.

ideesplose

Il risultato comunque è sempre lo stesso e sempre più diffuso. Quello di ritrovare “spostata” la discussione dal punto iniziale, cosi come puntualmente viene ad essere trascinata in modo illogico anche nei commenti in Rete. Una palese diminuzione nel riuscire ad essere attenti, che favorisce in pochi attimi il dissolversi di idee. Nella nostra testa, è come se ci fosse sempre meno spazio per depositare informazioni, metabolizzare pensieri un pò più complessi. Spiace dirlo, ma siamo oramai tutti alquanto fusi, amettiamolo !. Probabilmente, la tecnologia in questo senso, fondata su di un processo in continua accelerazione, non è affatto nostra alleata in molte circostanze.

rabbia

Come se non bastasse, in Rete si aggiungono i famosi “trolls” (chi ama giocare su questo volutamente), o anche dello “spam” informatico (spazzatura, pubblicità non richiesta…) che anche in automatico, oramai viene ad essere programmata, con generazione di effetto indesiderato, proprio con l’intento di confondere con inutilità e risposte casuali, confondendo ulteriormente, le già confuse idee. Un frullato di logiche avverse che si mescolano, dove tutte alla fine assumeranno lo stesso colore, rendendo impossibile il riconoscimento delle varie percentuali di materia che hanno contribuito al composto tale mix.

pensiero

In più occasioni ho rilasciato spunti di questo genere ed invitato a riflettere su questa questione, tentando inutilmente di coinvolgere altre persone che pensavo potessero nutrire interesse ed essere attratte da questi ambiti a lungo monitorati, ma è evidente che ancora oggi, l’attenzione sin qui riscontrata, è risultata a dir poco troppo superficiale, se non del tutto assente, anche da parte di quelle professionalità che in genere vengono considerate altamente “esperte” in materia, che su questo dovrebbero quindi continuamente ricordare l’obbligatorietà di aggiornamento. L’impressione è dunque che anche famosi professionisti, sono a loro volta stressati, limitati e fermi dunque alle loro conoscenze ed esperienze del tempo.

bimbospot

Agli arbori di Internet, ricordo che discutendo su quella che sarebbe potuta essere la proiezione dell’utilizzo della Rete, confrontandomi con una mia amica, nota studiosa della materia, all’epoca trasferitasi in Svizzera, ella ebbe ad anticiparmi che il grande problema che ci sarebbe stato in Italia, cosi come anche un po’ in tutta Europa, secondo lei sarebbe stato quello di disperdersi per l’immensità della Rete. Sosteneva infatti che l’America, sarebbe stata particolarmente avvantaggiata per il fatto di avere una concezione diversa dei percorsi, una specie di mappa mentale a partire dal modo di concepire la geometria di strade e relative segnaletiche. Paragonando in sintesi l’Italia, come un Paese bisognoso (in quanto abituato) di maggiori indicazioni per poter procedere correttamente in una direzione su luoghi non ancora conosciuti, senza disperdersi. Non so quanto oggi sia possibile affermare che tale anticipazione oramai appartenente ad oltre un ventennio fa, sia divenuta conferma. La sensazione, a prescindere dalle probabili cause legate alla mancanza di orientamento o altro, per molti aspetti lascia emergere che in fondo, un minimo di verità ci potrebbe anche essere, nel definirci oramai un po’ persi. Abbiamo l’auto, una grande autostrada, ma è come se non sapessimo più dove andare.

zombies informatici

Quante volte sarà anche a voi capitato di ricercare una veloce informazione in Rete e poi distrarvi per dedicarvi a quanto non avevate minimamente intenzione di fare ? Si inizia magari a leggere la posta elettronica, osservare le ultime novità pubblicate dalle Agenzie di stampa o delle prime pagine delle testate preferite e… i famosi soli cinque minuti e “chiudo tutto”, vi hanno ritrovati incollati per ore al personal PC.

tempoalpc

Cosi i commenti, scritti istintivamente, in modo veloce anche da  chi ha incarichi importanti come personalità pubbliche, che poi vengono smentiti, o cancellati subito dopo che iniziano le proteste degli utenti. Soggetti costretti a scuse ufficiali e costretti a smentire le loro proprie dichiarazioni, come non conformi al proprio modo di essere o di pensare. E qui non si parla di massaie o di colletti bianchi, ma di presidenti di importantissime nazioni, capi di partito, personaggi insomma, in grado di smuovere pareri e dunque anche convinzioni nel Mondo.

trump

Malgrado tutta questa enorme e variegata tecnologia che abbiamo a disposizione dunque, mantenere sempre l’attenzione sul … pezzo, senza uscire troppo fuori tema, appare cosa ardua e difficile, nello stesso tempo, assolutamente necessaria.

Del resto, sulle modalità di scrittura non si hanno molte scelte. Se scrivi in modalità che può apparire molto semplicistica, puoi rischiare di apparire superficiale. Se scrivi in maniera un pò più complessa, appari ai più troppo difficile e complesso. A questo punto, scegli di fare la cosa che ti pare più ovvia, pensando di scrivere in modalità “normale”, ma subito dopo vieni rinfacciato di essere populista, di scrivere solo cose scontate. Ebbene, allora che si inizi almeno a scrivere quel che si vuole, evitando il più possibile errori ortografici. Tanto alla grafia, pensa il PC.

viciniedistanti

Prima, in Internet, come tanti già sanno, viaggiavano esclusivamente informazioni scientifiche e tecniche, per lo più gestite da Università e realtà multinazionali di una certa notorietà ed importanza. Non per ultimo, l’utilizzo è stato particolarmente quello militare. Oggi, come naturale prima o poi doveva succedere, utilizzando altre sofisticate soluzioni come ad esempio le trasmissioni satellitari,  è stata in un certo senso data autorizzazione all’invasione popolare di accedere in questi ambienti che caratterizza ora Internet anche come ambiente per passatempi gioiosi, inquinato sempre più tra l’altro, come si diceva precedentemente, per il prolificare di fake, bufale, virus ed un complessivo basso profilo d’utenza in generale.

tempoalpc2

Il tutto anche e soprattutto conseguenza di una enorme diffusione delle opportunità informatiche che come prima accennato, ne hanno favorito l’accesso. Il basso costo dell’hardware ed il prolificare di miriadi di  applicazioni gratuite, hanno permesso di realizzare e consolidare lo scenario attuale su flessibili sistemi operativi come Android, Linux ecc.ecc..

siamo pazzi

Molta incidenza infatti, è oggi determinata, appunto, proprio dal notevole afflusso di persone che sino a qualche decennio fa risultavano del tutto distanti (inesistenti) nel mondo della Rete, tanto da risultare fra loro come perfetti sconosciuti, ma che almeno si conoscevano localmente e potevano, volendo, anche stringersi la mano da vicino. In altre parole, le tante persone che oggi si affacciano ad esempio sui Social senza un’adeguata preparazione e soprattutto, senza molta cognizione dei loro stessi limiti, sono davvero tanti, grazie all’accessibilità a sistemi molto economici come i moderni smartphone, notebook, tablet, Tv Web…ecc.ecc.). Il problema più grande, è proprio quello che non lo sanno. E’ sufficiente che ricevano un paio di “like” per gratificarli e fargli credere di essere la nuova BBC. Pertanto, è possibile affermare che da un lato, tale Universo si è negli anni “arricchito” con la presenza di tantissime persone, le quali oggi possono esprimersi liberamente, dall’altro, che dette persone scrivendo di tutto e di più, incuranti della loro effettiva preparazione in materia, non per ultimo, assolutamente non preoccupati  di essere letti da tutto il mondo, rischiano di rovinare il contesto. Nella vita reale, certi comportamenti sarebbero paragonabili a chi decide di scendere per strada ed andare al centro commerciale in mutande. Vabbè, c’e’ chi almeno si sforza nell’essere migliore, ma non possedendo le caratteristiche idonee, riconosciamoci  il pigiama.

mutandoni

Sia chiaro, in ogni libero confronto nessuno mai è assolutamente obbligato nel doversi trovare alla fine d’accordo l’uno sulle conclusioni dell’altro e viceversa. Ognuno infatti, rappresenta una variabile molto diversa per influenza derivata dal proprio bagaglio/livello culturale, habitat, passioni/interessi relativi agli argomenti trattati, entro cui anche il livello di predisposizione personale, nonché anche il fattore fra livello di arroganza e rispetto dell’altro, determinano o meno le possibilità di trovare un compromesso civico/amichevole/bonario. La cosa più importante di tutti, resta quella di essere perfettamente consapevoli di ciò si cui si sta parlando.

mutande

Pur essendoci un’ampia possibilità di espressione democratica in Rete, che di fatto è sostanzialmente  quasi senza limiti, sarebbe sempre meglio esercitarla con la consapevolezza che se non si ha competenza specifica su di una determinata questione o materia, bisogna a questo punto lasciare a chi è in grado di vantare certificazione idonea. I cosiddetti non addetti ai lavori, dovrebbero semplicemente limitarsi a leggere, poichè in questi casi resta proprio la migliore delle scelte.

Ecco che il comune denominatore in queste circostanze, ovvero una notizia che viene diffusa pubblicamente in modo che tutti possano leggere la stessa cosa, non generi mai un caos gratuito, come spesso avviene.

Natural stamp

I commenti, sono e restano importanti. Ci fanno capire quanto tutti noi siamo diventati pazzi nel nostro modo di confrontarci, ma anche di esistere in questa che è divenuta unicamente una difficile sopravvivenza. I commenti, in fondo, spiegano la vita.

Tuttavia, non bisognerebbe inseguire quel protagonismo che in fondo, è sempre  un evento occasionale, in quanto dura un attimo, poi subito scompare. Diverso è Investire a lungo su se stessi, che invece accresce spessori e quelli sì che possono rilasciare belle soddisfazioni.

Lo sforzo di restare quanto più possibile coerenti, sulle ragioni in cui ovviamente ve ne è motivo, è presupposto di affidabilità costante, indipendentemete dal fatto che gli altri non siano d’accordo con voi .

difficoltà

Certo anche che evitare di essere banale nella vita, cosi  come nei commenti in Rete, evitando assurdità, resta una delle migliori scelte per apparire essenziali agli occhi di chi ci guarda.

Ma poi, in fondo…  mi rivolgo a chi è giunto sin qui nella lettura, anche noi, di che cosa stiamo parlando ?

ciuco

[/fusion_text]

contatore dati internet

 

2 pensieri su “Ma, di cosa stiamo parlando ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *