E’ un mondo, quello della politica, che a dispetto delle tante dichiarazioni di buon intento, oltre a sembrare incapace nel costruire un sano percorso di cambiamento, dimostra in modo talvolta anche sfacciato, di non volerlo fare. Ciò, a dispetto delle tante promesse, che in particolare nel periodo di campagna elettorale, pervengono da ogni dove. Oramai, il tutto è percepito dai comuni mortali come un odioso ed insopportabile festival della presa in giro. La storia da tempo ce lo ha insegnato, cosi che alla fine, il tutto si è ridotto semplicemente una competizione fra chi la “spara” più grossa dell’altro.

Più che altro, ciò che riesce forse un poco a sorprendere, ma anche ad indispettire, è il ritorno di tante “facce toste”, da tempo dimenticate e per questo date per disperse, che riaffiorano all’improvviso, sorridenti ed abilmente truccate per apparire gioviali, malgrado la loro veneranda età, nella speranza che cosi presentandosi, si possano ridimensionare a livelli trascurabili, i tanti errori e le fregature regalateci nel passato durante le loro precedenti gestioni. Fingendosi politicamente vergini, nel tentativo di fare forse colpo sulle ignare, nuove generazioni. Come fossero i nuovi eroi del momento, si propongono per risolvere i tanti problemi dei quali a memoria, conoscono, ripetendo solo i titoli. Camuffando il loro essere zombie, risvegliati dall’interesse che potrebbe conseguire loro dalla competizione elettorale, escono all’unisono ovunque si siano sinora nascosti. Tutti consci che il loro grande vantaggio, è che la gente è solita dimenticare presto. Più il Popolo sembra “sbattersi” per una precisa finalità, più finisce quanto prima di fregarsene e puntualmente dopo tale abbandono, ritrovarsi fregato.

Del resto, se ancora oggi c’è chi va a votare per “accaparrarsi” la busta della spesa o peggio, i trenta o cinquanta euro in cambio del voto, significa che la maturità di essere un buon elettore, è per molti ancora molto distante dall’essere compiuta.

Rispetto ad un tempo, anche il colore di una bandiera, non rappresenta più, come dire… una garanzia certificata. Eppure, era un elemento invece prima fondamentale, per molti aspetti, una coerenza storicamente validata a cui dare seguito. Sotto una bandiera, la possibilità di proseguire il lavoro dei tanti predecessori che per questo ci hanno rimesso tutto, anche la loro vita. Il riferimento politico era dunque quella stella polare in grado di far riconoscere agli elettori, una specifica “matrice”, che permetteva loro almeno di definire una condizione ineludibile, silenziosa, decisamente chiara, rappresentata da un indirizzamento e quindi le variegate anime della popolazione si sentivano così coinvolte, accomunate sulle basi di un chiaro ideale di partenza e di arrivo sicuramente utopico, ma unico ed inconfondibile. Era il tempo in cui, ci si confrontava nella convinzione della lotta di Classe, in cui l’interesse sociale veniva istintivamente individuato ed anche perseguito, come unica soluzione di rivalsa, per il miglioramento delle proprie condizioni.

Era il tempo delle appartenenze, di coloro che con diversità di percorso, sentivano forte e sincera, facendone propria, quella che veniva ritenuta la “strada maestra”. C’era la passione nel promuovere il proprio pensiero attraverso il proselitismo, l’importanza della solidarietà era un elemento imprescindibile e sacro… Insomma, si credeva fortemente in quello che si definivano Valori, oggi divenuti troppo sbiaditi, offesi e traditi. Non è tuttavia da escludere, come qualcuno oggi inizia a pensare e sostenere, che anche allora sarà sempre stata un’illusione. Ma se in quell’illusione si trovava viva una sincera speranza, è stato comunque bello. Forse,il più grande degli errori è stato quello di giungere a questo livello, sottovalutando una serie di insuccessi senza dare subito un allarme, Per il non aver compreso in tempo che elementi vitali della Politica (con la P maiuscola), si stavano sgretolando, nella quotidiana offesa dei loro principi, a discapito delle generazioni successive davvero poco o nulla considerate. Ad ogni modo, oggi la situazione in tutta la sua evidenza è chiara a tutti. Il degrado politico ha fatto il resto, accumulando macerie su macerie. E’ innegabile l’intento di tanti personaggi, che pur di restare aggrappati al potere, hanno perso ogni ritegno, ad iniziare da quello “estetico”. Trasudano arroganza, senza esserne all’altezza e l’assurdo, come se non bastasse, è che se ne vantano. Si dimostrano per chi non potranno mai essere anche dopo essere stati smascherati in volto e nelle tasche. Impossibilitati di guadagnarsi autorevolezza, optano a quel punto per una gestione autoritaria.
In altre parole, sembra in genere che facciano di tutto per allontanarsi dalla gente. Ma questo poco importa se alla fine, traggono il loro unico obiettivo. Quello di attirare ricchezze personali, a discapito di chi dovrebbero invece meglio rappresentare.

Non si cura oramai neanche ciò che un tempo chiamavano… l’importanza dell’apparenza. Si vedono disinvolti cambi di casacche neanche più di tanto preoccupate, che come se non bastasse, realizzano volta bandiere continue con aggregazioni/fusioni post elettorali impensabili. Un modo così sfacciato da far cadere grande parte della credibilità di chi pensava di fissare un preciso destino al proprio futuro e quello dalla Nazione, con la propria scelta indicata all’atto del proprio voto. L’assurdo dei nostri tempi poi, raggiunge il suo paradossale culmine, quando vediamo vincere chi si pensava che avesse democraticamente perso e perdere, coloro che si pensava avessero vinto. Ecco che ci si accorge che tutto è banalmente simile al gioco delle tre carte ancora presente nelle strade di Napoli. Il voto è l’elemento che troppe volte è servito solo a fare diventare leader illustri sconosciuti, che poi, si sono sentiti autorizzati a stravolgere ogni aspettativa. Tutto questo conduce a pensare sempre più convintamente, che che sia a questo punto anche inutile andare a votare, tanto, oltre ai falsi litigi pubblici su TV, stampa e Twitter vari, magari tutti già organizzati, i partiti ed i politici, alla fine terminano in larga maggioranza con il sorreggersi e proteggersi fra di loro con l’unico intento di rafforzare la loro immunità general generica, all’interno della oramai famosa Casta. Un poco come si suol dire, “cane non morde cane”.

Sotto queste bandiere oggi, troppo spesso, solo volti ed azioni di chi con la puntuale dichiarazione di sentirsi esclusivamente “votato” per il bene del Paese, vende poi l’anima al diavolo, pur di garantirsi vantaggi per se e per i suoi. Che non sono tutti così, è sicuramente vero, ma quelli che si sono visti sino ad ora, sono comunque troppi. Per cui, le cose importanti che interessano a tutto il Paese, restano impossibilitate nella loro rimozione dei problemi e nel loro potenziale miglioramento.
Il distacco con il mondo reale, quindi dalle effettive problematiche sociali, subito viene rappresentato da un silenzio politico assordante dopo ogni festeggiamento del dopo elezione. Le promesse ? Dimenticate. Il programma ? Momentaneamente posto come priorità secondaria per far fronte ad altre emergenze mai date cosi importanti sino al giorno prima. L’uso dei media da parte del potere, compie il resto, martellando nel porre in bella mostra miglioramenti che nessuno vede, una propaganda puntuale verso la quale nessuno pone mai rinuncia, malgrado l’ evidente e tangibile distanza dalla realtà . Ognuno, indipendentemente dal proprio “colore”, è solito pubblicizzare la volontà di perseguire un grande cambiamento già in atto, che nessuno mai ha visto o vedrà. La conferma ulteriore, che volere è potere, almeno nello spot.

Salvo poi ricredersi che anche questa volta, si tratta di mera illusione. E per la gente comune, il tutto diviene come guardare un film alla tv, stando seduto. Tutto intorno a te si muove, ma per te non cambia mai nulla, tranne che l’usura del tuo divano, la continua distrazione che ti blocca, inchiodato al solito posto. Ecco che la gente, appena inizia a riflettere un pò, appare confusa, oltre la rabbia, oltre la delusione, oltre l’offesa, seminando il germoglio dell’apatia. Ci si accorge prima o poi di essere stufi di vedere sempre e solo lo stesso film.

Si sviluppano forme di egoismo protettivo sino all’ingiustificabile, aumenta la diffidenza, la sfiducia, mentre quel residuo di speranza, definitivamente termina con il morire. Dopo che ti ha tradito il bianco, il nero, il rosso, il verde ed anche l’arcobaleno intero. Vuoi o non vuoi, bisogna ammettere che i colori tenuti a disposizione sono terminati. Il problema resta lo stesso, non è forse tanto il colore della bandiera. Il problema sono gli uomini che hai messo lì per sorreggerla.

Motivo per cui, si ritorna ad una visione daltonica. Si restringono tutta una serie di sfumature nascenti e tutto rischia di divenire solo bianco e nero. Praticamente, una competizione fra estremi che nelle migliori delle ipotesi, sarà destinato a soddisfare solo la volontà di una parte, trascurandone un’altra.
Per quanto amara come circostanza, l’abbandono d’interesse alla politica, ne diviene oggi la più evidente delle conferme. Certo, non bisogna mai compiere l’errore di fare di tutta l’erba un fascio, ma la sfiducia, visti i risultati complessivi, tirando le somme dell’intero Sistema, appare risultato cosi deludente, che anche la rinuncia al voto, può oggi essere definita una realtà tristemente comprensibile.
Probabilmente, sino a qualche generazione fa, in un clima di minore percezione in riferimento a tensione e difficoltà, c’erano più possibilità, più spazi per una politica che si scontrava con se stessa a partire dal suo interno, giustificando che l’assenza di risultati era unicamente conseguenza di ostacoli posti da altrui realtà (opposizioni, eredità del passato ecc.ecc.). “Forse” sino a poco tempo fà tutto si “aggiustava” e ci ha fatto andare avanti, semplicemente incrementando sino a dismisura il deficit pubblico. In altre parole, si facevano debiti per riuscire a vivere meglio, per gratificare a più non posso proprio quei politici che hanno portato il Paese a queste conclusioni di degrado. Leggi ad hoc, del tipo… se sto bene io, stanno bene tutti, della serie “Il Marchede del Grillo”.

E’ dunque possibile affermare, che ciò che ci sembrava molto bello prima, lo era solo perchè non si è mai pensato al conto da pagare. Oppure, il ragionamento è stato quello di pensare che lo avrebbero pagato gli altri.
Oggi sentiamo dire che la Sinistra, nelle amministrative ha perso. Un tempo, molti l’avrebbero presa come una sconfitta quasi personale. Sarebbe stato un grande dispiacere per tanti militanti e simpatizzanti. Ora però, tutto appare diverso. Non è la Sinistra ad aver perso, ma a perdere è stato quel chiaro ideale tradito da chi ha chiesto con forza di rappresentarlo. Non sembra aver perso la Sinistra come bandiera o colore, ma chi non riconosciuto più dal Popolo della Sinistra, in grado di sostenere la guida verso una determinata rotta e che quindi, è stato… scartato.
Ha perso, di conseguenza, la Sinistra che non c’era. Ha perso l’ideale non perseguito, cosi come è stato punito, volutamente e forse anche ragionevolmente, una marcata inversione di rotta che malgrado quanto si continua a sentire, ha fortemente incrementato i disagi a grande parte della Popolazione, non più disposta a credere nella buona fede progettuale che mai viene ricondotta al concreto. Questo modi di operare, è al massimo, è una mera improvvisazione, prerogativa di chi ha il limite di essere solo “statista del nulla”.
Dicono che rispetto a prima, le aspettative di vita siano aumentate. Osservando le pubblicazioni (necrologici) che capita di vedere in strada, pur non essendo riconducibili a vere statistiche, tuttavia non sembrerebbe. Tuttavia, se questo davvero fosse, potrebbe rappresentare una chiave di lettura per capire il perché le persone sono stufe della politica più di prima. Se uno vive di meno, si ha più possibilità di fregarlo in virtù della sua inesperienza. Se però questo campa più a lungo, diciamo un tempo “supplementare” di mezza generazione in più. dopo che lo hai fregato una serie di volte, alla fine è lui che ti manda a pedalare. E ciò proprio grazie ai supplementari, quando capisce che sta perdendo tutta la partita ed anche il campionato, secondo copione già visto.
IMPERDIBILE Totò ci spiega come funziona la politica!
La vita di ognuno, nel tempo è stata fortemente posta in difficoltà a partire dalla enormità percentuale raggiunta dalla tassazione. La condizione è divenuta insostenibile per tutte le Imprese e per tutti i Lavoratori ancora restanti nel Paese. La gente nel contempo, sempre di più, anche per questo, non trova più lavoro. La gestione del pubblico, ad iniziare dalle scuole, sino ad arrivare ai servizi, per non parlare poi della Sanità, sono in evidente stato di impossibilità nel fornire condizioni adeguate al fabbisogno. Le tasse, almeno per chi le paga, aumentano dunque inversamente alle prestazioni che dovrebbero poi derivarne in termini di benefici sociali. Oltre al danno, odiosa appare la beffa di chi vanta, non si sà a quale titolo, una condizione diversa e migliorata del contesto. Il mondo della scuola è un fibrillazione, Il flusso degli stranieri appare incontrollato ed al di là della questione importante sotto l’aspetto umanitario, comunque esodo mal gestito. Intanto l’evasione, cosi come il crimine in generale, sembra infischiarsene dei proclami e persegue nel suo male affare. E’ quasi all’ordine del giorno, la notizia di arresti eccellenti di persone operanti in luoghi dove la Giustizia e l’Ordine dovrebbero risiedere. Le pensioni, tutte rimandate, negano agli anziani lavoratori, oramai esausti, il sacrosanto diritto di riscuotere almeno in parte il risultato dei propri contributi di una vita, prima di morire. Fatta eccezione per le banche, le difficoltà incrementate per i cittadini sempre più in difficoltà, paiono completamente trascurate e non sembrano affatto in condizione di rispondere con applausi, ai vari “contentini” elargiti nel tentativo di recuperare qualche voto.
Malgrado questo scenario socio-economico, sia da tempo divenuto particolarmente a rischio, il susseguirsi di politici continuano nel tentativo di illudere ciò che pensano essere il loro gregge. Indicando una volta la luce nel tunnel, un’altra la fine di questa crisi eterna, un’altra che tutto va bene e che sia gli imprenditori, cosi i consumatori stanno incrementando la percentuale della loro soddisfazione, oppure, che le problematiche che vedi, sono solo ed esclusivamente tue, in un Paese che è il migliore di tutto il mondo. Insomma, quello che davvero più non si capisce e che maggiormente è motivo di grande sconforto, è come e dove stiano vivendo chi dovrebbe rappresentarci. Si è solo in grado di comprendere, che la politica, cosi intesa, li pone davvero sempre più distanti, li allontana cosi tanto da quella sensibilità poco prima dichiarata ed apparentemente sincera, tanto da essere oramai del tutto fuori dalla realtà di questi nostri giorni.
Dunque, alla domanda se ha perso la Sinistra, c’è da rispondere… forse. Ma più probabilmente, è perché bussando più volte, in tanti non hanno trovato nessuno in … casa. La bandiera, fortunatamente, è sempre là.
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