La Storia, insegna. Ma chi impara ?

Vale ancora la pena in questa complessa Società di spendere, ognuno contribuendo con il proprio, nel tentativo di sprigionare energie personali finalizzate al miglioramento di interessi comuni ?
Visto che gli unici risultati prodotti dal fare diffusamente ipocrita ed egoistico di molti ed in tanti ambiti, considerato inoltre il risultato oltre modo scadente che alla fine si è palesemente dimostrato lesivo per tutti, senza particolari eccezioni, direi che probabilmente la risposta da corrispondere alla domanda, non può essere che un si, ancora più convinto.

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Il problema di base però, resta sempre lo stesso. Far comprendere a premessa di ogni ragionamento nei contesti affrontati, che solo quando si raggiunge piena coscienza nel valutare l’insieme delle cose, si può davvero mirare correttamente nella direzione di un investimento collettivo, in grado di rassicurare che si sta compiendo, in quel determinato momento, la decisione più giusta.
La complessità numerica dei vari scenari, l’ispirazione democratica a cui spesso facciamo riferimento, costringe nel semplificare con rappresentanze che in linea di massima vengono percepiti come fallimentari da chi con fiducia e magari anche con eccessiva superficialità, ha reso possibile ed ufficiali tali riferimenti.
E’ dunque fondamentale detenere la massima attenzione durante la fase di tali processi, al fine di evitare che nell’ immediata fase successiva, si perda l’attimo dopo il controllo, non per ultimo ponendosi in condizione di non potere a breve termine, correggere gli errori, annullando queste scelte sbagliate.
Dalla Politica sino alle Religioni, alla cosiddetta crisi economica, ancora molto più grande ed estesa, vi è dunque una crisi identitaria che pesa. Come se non bastasse, la quasi totale assenza di fiducia verso gli altri. Una condizione complessiva di vita in cui sempre più persone sono pronte ad affermare di non riconoscersi, di non volere in quanto sempre più lontana dalle aspettative promesse, sempre più insopportabile ad iniziare dalle sue logiche, ma che tuttavia esiste e viene paradossalmente sempre alimentata.
Il bisogno dell’uomo di riprendere possesso e responsabile controllo di queste situazioni è divenuta a dir poco impellente, rappresentando imperativo per tutti coloro che intendono seriamente tramutare l’attuale forza che guida l’egoismo, trasformandola in un risultato opposto all’attuale, basato su quella che un tempo veniva definita… umanità. Tutto sicuramente difficile, ancora possibile, con la consapevolezza che di tempo, ne è rimasto davvero poco.

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